Nozioni generali sulla Magia bianca.

 

La mattina dopo, mentre rientrava in città, ebbe fame. Vedendo un fico sulla strada, gli si avvicinò, ma non vi trovò altro che foglie, e gli disse: "Non nasca mai più frutto da te". E subito quel fico si seccò. Vedendo ciò i discepoli rimasero stupiti e dissero: "Come mai il fico si è seccato immediatamente?"

Rispose Gesù: "In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati di lì e gettati nel mare, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete".

Vangelo di Marco, cap. 21, vv. 18-22.

Che questo sia il posto giusto per collocare questi versetti, e che questa sia la giusta lettura, potrà essere oggetto di discussione, una di quelle discussioni senza esito né termine. Tuttavia anche il fatto di continuare ad usare certi termini, quali "magia" ed "occultismo", forse - per la magia bianca - è tanto inopportuno quanto inutile, dal momento che si tratta di una semplice pratica che si confonde con la preghiera, nella quale o si cerca di utilizzare forze proprie, oppure ci si rivolge a Dio, a Santi o ad Angeli per chiedere qualcosa (che, solitamente, salvo i casi di contrattacco difensivo, apporti un beneficio a sé o ad altri).

Si può agire fondamentalmente in due modi: con l'EVOCAZIONE, in cui l'energia cosmica viene assorbita, accumulata e trasmessa dallo stesso essere umano tramite la volontà,  o con l'INVOCAZIONE, con la quale si chiede a qualcuno (un'entità, oppure Dio stesso) di fare qualcosa. Per quest'ultima pratica può bastare la preghiera semplice, ma possono essere preparati rituali molto complessi (i quali sono usati anche nelle evocazioni).

Ovviamente, nel caso si utilizzi l'evocazione, le energie in gioco sono impersonali, come, ad esempio, la corrente elettrica o il fuoco, i quali possono essere utilizzati per aiutare l'uomo o per distruggerlo; è compito dell'operatore deciderne la destinazione. Nel caso di invocazioni, invece, occorre il consenso dell'entità chiamata, e ciò dipenderà dal tipo di entità che si cerca in relazione a ciò che si vuole: se l'operatore intende recare danno ad una persona (e quindi praticare magia nera), difficilmente potrà ottenere aiuto da un'entità di luce (vedi però, negli Atti degli Apostoli cap. 5, vv. 1-11, l'episodio della morte di Anania e Saffira, nel quale ricorre una giustificazione che legittima la sentenza di morte); molto più facilmente potrà ottenere il consenso di un'entità negativa (malefica). In ogni caso, le entità malefiche, per legge divina, sono sempre sottomesse agli spiriti di luce; quindi, se il bersaglio di un'azione di magia nera è persona particolarmente religiosa, o comunque chiede la protezione di Dio e degli angeli, è assai improbabile che venga lasciato indifeso e che possa quindi essere colpito. Quanto scrivo è provato.

Perché un rituale? Anzitutto perché esso è di aiuto all'operatore, in quanto il complesso procedimento ed i molti simbolismi lo costringono ad una serietà interiore indispensabile per ogni richiesta. Non otterrà nulla chi chiede per gioco, oppure senza convinzione, o ancora con tono ironico. Eccettuate poche persone le quali riescono a raggiungere il giusto stato di coscienza e la giusta apertura a Dio attraverso la meditazione e la semplice preghiera, per tutti gli altri l'avere una complessa sequenza di atti da non sbagliare (che deve essere preceduta da digiuno, astinenza sessuale, preghiera, e per un cristiano dai sacramenti della riconciliazione ed eucaristia), in ore determinate, con determinati oggetti da utilizzare e possibilmente un apposito vestito da indossare, stimola il senso di responsabilità, ricorda la serietà della richiesta che si sta per fare e produce quella giusta esaltazione mentale che sintonizza l'operatore con le entità dei piani alti e con Dio.

La Tradizione magica, poi, assegna un ruolo preminente alle corrispondenze di giorni, ore, metalli, colori ed altri elementi all'intenzione dell'operatore, in quanto si dovrebbe operare per una determinata intenzione unicamente sotto l'influenza di un pianeta, che domina in determinate ore di determinati giorni. Va rilevato però che i pianeti della Tradizione sono in numero minore di quelli del sistema solare oggi conosciuti, e che molte manifestazioni soprannaturali avvengono, anche su richiesta, indipendentemente dal momento in cui si dovrebbe svolgere un rituale. Anzi, come già detto, anche il rituale è, di per sé, superfluo. La sua utilità è esclusivamente soggettiva, essendo un aiuto ad alcuni operatori.

Lasciando a parte il discorso su Gesù Cristo, molti santi hanno chiesto ed ottenuto grandi miracoli senza compiere ridicoli rituali. La loro esaltazione mentale, in sintonia perfetta con l'amore divino, non ne richiedeva l'uso.

 

Un esempio di rituale.

 

 

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