La mia esperienza

Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare.
Egli mi toccò la bocca e  mi disse:
"Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua iniquità
e il tuo peccato è espiato".

(Isaia 6,6-7)

Quanto sto per dirvi non è frutto di invenzione, bensì di esperienza vissuta, e vorrei che per una volta leggeste queste mie parole spogli da quei pregiudizi e da quella diffidenza che spesso ci imprigionano impedendoci di capire.

Fin dall'adolescenza ho sempre sentito in me l'interesse ed il richiamo verso il mistero, l'origine della nostra vita, il perché della sofferenza. Per questo mi dedicai allo studio della filosofia e delle religioni, a cominciare dalla mia (il cattolicesimo), per esaminare i diversi punti di vista e le diverse visioni del mondo e della vita che l'uomo, da quando esiste, ha adottato. In questo cammino di ricerca, studiando l'anelito dell'essere umano verso l'Infinito, mi trovai così ad occuparmi di realtà spesso considerate misteriose e pericolose (quando in realtà di mistero non ce n'è), indicate con i termini occultismo ed esoterismo, ed oggetto di una scienza, la parapsicologia.

Ciò che sarebbe rimasto l'esito di uno studio meramente libresco, doveva, per destino, entrare a far parte della realtà della mia vita.

C'era, al paese natale di mia madre, un cane randagio al quale ero molto affezionato fin dall'infanzia. Giunto ormai all'età di diciassette anni, la sua salute iniziò a peggiorare. La famiglia che se ne prendeva cura, probabilmente stanca di farlo, iniziò a dire che era opportuno farlo sopprimere. Accadde che quell'inverno, in cui (come sempre) mi trovavo a Milano, lontano più di cento chilometri dal paese, l'animale si aggravò e rimase completamente immobilizzato. Ci telefonarono dal paese per informarci, dicendoci che da lì a mezz'ora sarebbe giunto il veterinario, al corrente della situazione ed intenzionato a praticare l'iniezione letale.

In quella situazione, non rassegnato ad accettare il fatto compiuto, e ritenendo che, se avessi potuto essere presente, avrei potuto curare meglio e forse salvare il "mio" cane, decisi di tentare il possibile: preparare un rituale di guarigione a distanza. Non l'avevo mai fatto, era una cosa che avevo letto sui libri, e che mi aveva sempre un po' intimorito.

Nel giro di pochi minuti cercai una fotografia, mi chiusi in una stanza e preparai il rituale, accendendo una candela e concentrandomi sull'immagine dell'animale, invocando l'aiuto delle potenze cosmiche buone affinché esso potesse ancora vivere.

Dopo pochi minuti, mentre ancora pronunciavo le richieste di guarigione, venni interrotto dai miei familiari, i quali mi dissero: "Hanno telefonato ora, il cane vive! Non lo hanno soppresso... sta migliorando!". E - cosa ancor più sorprendente - le stesse persone che prima volevano farlo sopprimere, ora si offrivano di curarlo e di pagargli i medicinali!

In due giorni il cane guarì completamente.

 


 

Arrivato all'età di ventiquattro anni - peraltro dopo una vita mai facile -  venni a trovarmi in un periodo di difficoltà, nel lavoro così come nei rapporti con le altre persone. Venni frainteso quasi da tutti e, talvolta, emarginato, senza che io avessi potuto capire se fossi la causa di ciò o, comunque, quale fosse il motivo. In una così terribile situazione mi era impossibile potermi confidare con qualcuno di cui mi potessi fidare, così mi trovai completamente solo.

Viene per ogni anima, nel suo lungo peregrinare, il momento di cercare una risposta ai perché della vita. Vedendo davanti a sé un'esistenza sempre più dura, essa  finisce col fermarsi, silenziosa e sola, davanti al bivio che può condurre alcuni, nella disperazione, ad una tragica fine, ed altri, più coraggiosi o soltanto più curiosi, alla ricerca del senso della vita stessa. Così, come un bambino piccolo, scottato dalla realtà del mondo esterno che ha iniziato ad esplorare, torna piangendo dai genitori cercando conforto e protezione, allo stesso modo l'anima torna a cercare l'amore e la comprensione di chi l'ha creata.

Durante quei giorni di riflessione mi imbattei in una trasmissione televisiva nella quale operava una medium che praticava la scrittura, quell'attività, di cui già sapevo qualcosa, con la quale il medium (persona dotata del dono di poter comunicare con esseri spirituali) scrive i pensieri che vengono dettati dalle anime, da angeli o comunque da entità spirituali.

Oltre alla possibilità di contattare i defunti, infatti, questa persona affermava di essere in grado di contattare lo Spirito Guida di ciascuno: un'entità che segue ogni uomo, in sostanza la stessa che la Chiesa definisce "Angelo custode"; entità che spesso ha vissuto una vita terrena , e che dopo un lungo cammino di evoluzione spirituale si trova vicina a Dio, per servirlo nei suoi disegni d'amore verso i viventi.

Durante quella trasmissione - non senza perplessità - mi annotai il numero telefonico fornito da questa persona, che avrei potuto utilizzare, a suo dire, per parlare con essa o comunque con qualcuno in grado di farmi avere un messaggio tramite scrittura medianica.

Essendo scettico, ma anche in cerca di risposte, decisi di provarci, con qualche accorgimento in più.

Un sabato pomeriggio, solo nel soggiorno di casa, presi un foglio e scrissi alcune domande alle quali avevo sempre cercato una risposta, su di me, sulla vita, sul mio futuro, sulla volontà di Dio per me; quindi cercai di invocare il mio Spirito Guida, nel caso tali entità esistessero realmente e ne avessi avuto una anche io. Mi misi a parlare sottovoce (per non farmi sentire da altre persone) dicendo: "Se veramente ci sei, esisti e mi stai accanto, rispondi al messaggio che farò scrivere, e cerca di dare una risposta a queste domande che scrivo qui e che dico solo a te". Tra le stesse domande ne aggiunsi una un po' temeraria, che nessuno aveva mai osato chiedere nelle trasmissioni televisive: come poterlo contattare personalmente, senza ricorrere a servizi di quel genere. Quindi telefonai, e, quando potei parlare con la persona adatta, dissi soltanto: "Vorrei ricevere un messaggio dalla mia Guida, se ne ho una", senza chiedere altro.

Il messaggio ci fu. Portava parole cariche di pace ed amore, quali "Io sono dentro al tuo cuore, io benedico il tuo cuore, io sono il tuo Angelo Custode.  Parlami pure ad alta voce, non vergognarti e non sentirti sciocco a farlo: ti sono sempre vicino per accompagnarti ed aiutarti, l'ho sempre fatto e ho intenzione di farlo per sempre". Avevo veramente parlato sottovoce, prima di telefonare!

Poi, subito dopo  - superando ogni mia reale aspettativa - arrivarono le risposte alle mie domande, che solo io sapevo. In particolare, l'ultima parte del messaggio diceva così: "Puoi cercarmi quando hai bisogno. Accendi una candela bianca in casa. Io vedrò la luce [...]. Potrai sentirmi, perché quando ti abbraccerò avvertirai una sensazione di calore. Riuscirai a sentire la mia presenza, e sarò lì per aiutarti".

La sera del sabato della settimana successiva, andato a letto, mi misi a pregare in modo più intenso del solito, affidando a Dio i miei dubbi e le mie debolezze; quindi rimasi un attimo sveglio ad occhi aperti, chiedendomi se la storia del messaggio fosse tutta un'invenzione per guadagnare soldi dalle persone disperate, o fosse vera, e se quindi realmente, accanto a me, anche in quel momento, ci fosse qualcuno.

D'improvviso un brivido mi scosse la pancia, e un formicolio sempre più forte mi prese le viscere. Quella sensazione, che nell'immediato mi fece pensare alla rottura di una vena o a qualcosa di simile, si trasformò, in pochi secondi, in un forte calore.

Come sotto l'effetto di una stufa potentissima, in grado di scaldarmi contemporaneamente davanti, dietro e di fianco, avvertii il calore mentre riempiva il mio corpo come se fosse acqua calda, per poi salire e raggiungere lo stomaco, il torace e quindi il collo, fino ad avvolgermi completamente in tutto il corpo. Mi trovai totalmente avvolto in una cappa di calore, e mi accorgevo che, mentre cercavo di ragionare su cosa mi stesse accadendo, la temperatura continuava ad aumentare. Iniziai a sudare, non sapevo cos'altro sarebbe potuto accadere, ed ebbi paura.

Nel momento in cui iniziavo ad avvertire il bruciore provocato dalla temperatura sempre più alta, mi ricordai che proprio il messaggio di cui stavo dubitando mi aveva preannunciato un segno attraverso il calore. In quel momento, nel mio letto, non avevo acceso candele, ma tale fenomeno si mostrava come la risposta soprannaturale ai miei dubbi espressi nella preghiera, era la risposta della mia Guida, permessa e consentita dall'amore di Dio, avvenuta proprio in quel momento di preghiera, per convincermi della verità di quanto mi era stato comunicato. Risposta che mi sarebbe poi stata confermata da altri segni, alcuni avvenuti spontaneamente, altri su mia richiesta.

Infatti, compreso ciò che poteva essere accaduto, dissi col pensiero: "Basta, basta! Ho capito, ora ti credo, ti prego, lasciami, non farmi paura...". Immediatamente il calore diminuì fino a cessare del tutto, e mentre scompariva questa sensazione mi sembrò di avvertire il gesto di una persona che, dopo averci stretti in un abbraccio, ci rilascia, con quell'imperfezione nei movimenti che può essere solo umana.

Quella strana sensazione di formicolio di cui parlano i miracolati ricordando commossi le loro guarigioni; quel calore riportato sui manuali di alta magia come sicuro segno di un intervento superiore; quell'energia "cosmica" di cui tanto si parla, e che invano avevo cercato di captare e percepire... tutto questo mi si era rivelato nel momento più inatteso.

Quello fu il mio primo rapporto con il "mondo invisibile".