I bambini e il Karma
Chi si è occupato di reincarnazione e chi ha praticato l'ipnosi regressiva non ha trascurato di osservare i riscontri delle terapie e delle tesi avanzate sui bambini.
L'interesse era, del resto, mosso da una considerazione teorica: se almeno alcune coscienze umane sono passate attraverso più vite, talvolta in modo improvviso, altre volte con pause più o meno lunghe trascorse in piani più sottili, è chiaro che, seguendo i canoni di una memoria umana, l'eventuale esperienza di vita precedente sarà tanto più facile a ricordarsi quanto meno tempo sarà passato dalla fine di detta esperienza, segnata dall'inizio della nuova. I bambini, vivendo i loro primi anni di vita, erano visti come le persone nelle quali con maggiore probabilità poteva residuare il ricordo di un'esistenza anteriore alla loro nascita, prima che lo stesso ricordo si estinguesse del tutto, sparendo con la rimozione delle esperienze negative associate all'infanzia e codificate dalla psicoanalisi.
Per questo si sono fatti degli esperimenti (e pure io ne avrei fatti e ne farei tuttora, se soltanto non avessi previsto di dover lottare con genitori e fratelli/sorelle assolutamente contrari a certi tipi di colloqui con i loro figli piccoli).
Cosa è emerso?
E' emerso che alcuni bambini (possono arrivare ad uno su tre), in modo molto spontaneo e naturale, senza alcuna angoscia, hanno improvvisamente operato riferimenti a circostanze che non potevano conoscere, o a fatti diversi dalla realtà. Così, qualcuno, in auto con la propria madre, si è messo a fare confronti con "l'altra mamma" che aveva prima; altri hanno sostenuto, con sicurezza, di essere già morti una volta, raccontando i particolari di storie che talvolta sono state anche verificate. In qualche altro caso ancora, i bambini hanno raccontato episodi della vita dei genitori, risalenti a periodi precedenti la loro stessa nascita, affermando di essere stati presenti a tali eventi, in qualità di spettatori, pur se su un piano differente. Ed anche tali eventi, ove ne è stata possibile la verifica, si sono rivelati veramente accaduti.
Questo può soltanto significare che, se si crede al Karma e lo si ammette, i bambini portano, per un breve tempo, una traccia della loro ultima esistenza.
Come fare per riconoscere queste tracce?
gli studiosi del problema consigliano di:
- osservare la convinzione con cui il bambino afferma circostanze che appaiono strane, sconosciute o devianti;
- prestare attenzione alla frequenza di tali racconti ed alla corrispondenza delle versioni date nei diversi momenti;
- possibilmente, compiere ricerche per verificare.
E' anche possibile, possedendo il tatto necessario, intervistare un campione di bambini (preferibilmente tra i tre ed i cinque anni), uno per uno, cercando, senza insospettirli, di capire se emergano elementi analoghi a quelli sopra indicati. L'esperimento può essere fatto con chiunque, senza nessun rischio, poiché qui non occorre utilizzare l'ipnosi, ma si vuole utilizzare quanto è (provvisoriamente) rimasto nella mente conscia.
Gli interessati possono leggere il testo:
Carol Bowman, Piccole anime senza tempo, Mondadori (ordinabile anche su www.librimondadori.it)
Lo stesso autore, nel testo, cita un'ampia bibliografia. Ha dedicato all'argomento il sito: www.childpastlives.org
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